character_0000_Sir_Philip_Sidney_from_NPG

Philip Sidney

Sir Philip Sidney (30 novembre 1554 – 17 ottobre 1586) fu poeta, cortigiano, erudito e militare inglese, ricordato come uno dei personaggi più illustri dell’età elisabettiana. Tra le sue opere menzioniamo “Astrophil and Stella” (Astrofilo e Stella), “The Defence of Poesy” (Difesa della poesia, anche conosciuta con il titolo di “The Defence of Poetry” o “An Apology for Poetry”), e “Countess of Pembroke’s Arcadia” (Arcadia della Contessa di Pembroke).

Infanzia

Nato nel Kent, a Penshurst Place, era il maggiore dei figli di Sir Henry Sidney e Lady Mary Dudley. Sua madre era la figlia maggiore di John Dudley, primo Duca di Northumberland, e sorella di Robert Dudley, primo Conte di Leicester. Suo fratello minore, Robert, fu statista e mecenate, nominato Conte di Leicester nel 1618. Sua sorella minore, Mary, sposò Henry Herbert, secondo Conte di Pembroke, e fu scrittrice, traduttrice e mecenate. Sidney dedicò la sua opera più lunga, l’Arcadia, a sua sorella. Dopo la morte del fratello, Mary rielaborò l’Arcadia, che divenne nota con il titolo di “The Countess of Pembroke’s Arcadia”.

Philip frequentò la Shrewsbury School e la Christ Church a Oxford. Nel 1572 fu eletto deputato parlamentare per lo Shrewsbury, mentre nello stesso anno si recò in Francia per negoziare il matrimonio tra Elisabetta I e il Duca D’Alençon. Trascorse i successivi anni in Europa, spostandosi tra Germania, Italia, Polonia, Ungheria e Austria. In occasione di questi viaggi, incontrò numerosi intellettuali e politici europei di spicco. Nel corso di una visita diplomatica a Praga, nel 1577, Sidney visitò in segreto Edmund Campion, prete gesuita in esilio.

Politica

Facendo ritorno in Inghilterra nel 1575, Sidney incontrò Penelope Devereux, futura Lady Rich; sebbene molto più giovane, fu l’ispiratrice della sua famosa raccolta di sonetti, “Astrophel and Stella”, composta negli anni ottanta. Si racconta che il padre di lei, Walter Devereux, primo conte di Essex, avesse in animo di sposare sua figlia a Sidney, ma nel 1576 morì. In Inghilterra, Sidney si occupò di politica e arte. Scrisse un lungo documento in difesa dell’amministrazione dell’Irlanda da parte di suo padre. Più grave fu il contrasto che ebbe con Edward de Vere, 17° Conte di Oxford, probabilmente a causa della sua opposizione al matrimonio francese, sostenuto invece da de Vere. In conseguenza di questo alterco, Sidney sfidò a duello de Vere, duello che Elisabetta proibì. Quindi, scrisse una lunga lettera alla Regina, in cui descriveva in dettaglio i motivi per cui riteneva folle il matrimonio francese. Ma Elisabetta, come era tipico del suo carattere, si risentì della presunzione di Sidney, che prudentemente decise di ritirarsi da corte.

Scritti letterari

I suoi contatti artistici furono certo più pacifici e contribuirono in misura più significativa al perdurare della sua fama. Durante la sua assenza da corte, Sidney scrisse Astrofilo e Stella e si dedicò alla prima stesura dell’Arcadia e a La Difesa della Poesia. Qualche tempo prima, aveva incontrato Edmund Spenser, il quale proprio a Sidney dedicò il “Shepheardes Calender” (Il Calendario del pastore).

Tra le altre relazioni letterarie ricordiamo la sua adesione, insieme a poeti suoi amici quali Fulke Greville, Edward Dyer, Edmund Spenser e Gabriel Harvey, al progetto (presumibilmente fittizio) ‘Areopagus’, un tentativo umanistico di classicizzare la poesia inglese.

Tornato a corte a metà del 1581, nel 1584 Sidney divenne membro del parlamento per il Kent. In quello stesso anno, Penelope Devereux andò in sposa, apparentemente contro la sua volontà, a Lord Rich. Nel 1583, Sidney fu nominato cavaliere. Dopo che nel 1571 andò a monte l’inziale accordo di sposare Anne Cecil, figlia di Sir William Cecil e infine moglie di de Vere, nel 1583 Sidney sposò Frances, figlia ancora adolescente di Sir Francis Walsingham. Nello stesso anno, fece visita all’Università di Oxford in compagnia di Giordano Bruno, che successivamente gli dedicò due libri.

Attività militare

Sidney fu un convinto militante protestante sia per estrazione familiare che per esperienza personale (la notte del massacro di San Bartolomeo egli si trovava a Parigi presso la dimora di Walsingham). Negli anni settanta, aveva convinto John Casimir a prendere in considerazione le proposte di un’azione congiunta dei Protestanti contro la Chiesa Cattolica Romana e la Spagna. Nei primi anni ottanta, presentò delle argomentazioni a favore di un attacco diretto alla Spagna, che però non riscossero successo. Promosso “General of Horse” nel 1583, il suo entusiasmo per la lotta protestante poté esprimersi liberamente quando, nel 1585, fu nominato governatore di Flushing, nei Paesi Bassi, dove incitava costantemente all’audacia il suo superiore, suo zio il Conte di Leicester. Nel luglio del 1586, condusse un’incursione, che ebbe successo, tra le forze armate spagnole nei pressi di Axel.

Il ferimento e la morte

Più tardi, in quello stesso anno, si unì a Sir John Norris nella battaglia di Zutphen, combattendo per la causa protestante contro gli spagnoli. Nel corso della battaglia fu colpito alla gamba e 26 giorni dopo, all’età di 31 anni, morì per la cancrena prodotta dalla ferita. Come narra la storia, mentre giaceva a terra ferito diede la sua acqua a un altro soldato ferito, dicendo “La tua necessità è ancor più grande della mia”. Durante i giorni che precedettero la sua morte, Sidney compose una canzone che voleva fosse cantata al suo capezzale in punto di morte. Questa storia, forse la più famosa su Sir Phillip, intendeva esaltare il suo animo nobile e valoroso, e fu d’ispirazione anche per il biologo evoluzionista John Maynard Smith nel formulare un problema nella teoria del signalling, oggi è noto come “il gioco di Sir Philip Sidney”.

La salma di Sidney fu riportata a Londra e sepolta nella vecchia cattedrale di St. Paul il 16 febbraio 1587. La tomba e il monumento andarono distrutti nel Opera a cura di Martino Zanetti: tutti i diritti riservati. 13 Grande incendio di Londra del 1666. Sul monumento moderno oggi presente nella cripta, la sua è annoverata tra le tombe andate perdute.

Già in vita, ma ancor più dopo la morte, Sidney divenne per molti inglesi la vera incarnazione del cortigiano di Castiglione: erudito e politico, ma al contempo generoso, valoroso e impulsivo. La sua cerimonia funebre fu tra le più pompose di tutti i tempi, a tal punto che il suocero, Francis Walsingham, andò quasi sull’orlo del fallimento. Poco più che personaggio marginale
nell’ambiente politico dei suoi tempi, egli fu commemorato come fiore della virilità inglese nell’”Astrophel” di Edmund Spenser, una delle più importanti elegie del rinascimento inglese.

Una prima biografia di Sidney fu scritta dal suo amico e compagno di studi, Fulke Greville. Benchè descritto tradizionalmente come fervido protestante di solida fede, biografi più recenti quali Katherine Duncan-Jones hanno suggerito che la fedeltà religiosa di Sidney presentava in realtà qualche ambiguità.

Opere

Sir Philip Sidney, come ritratto in una cronaca olandese del XVIII secolo “The Lady of May” (La signora di maggio), questa è una delle opere meno conosciute di Sidney, un masque scritto e portato in scena per la Regina Elisabetta nel 1578 o 1579.

“Astrophel and Stella” (Astrofilo e Stella): la prima delle famose sequenze di sonetti inglesi, “Astrophel and Stella” è stata probabilmente composta nei primi anni ottanta. I sonetti conobbero una buona diffusione in forma di manoscritto già prima della loro prima edizione (presumibilmente piratata), stampata nel 1591; fu solo nel 1598 che andò in stampa un’edizione autorizzata. La raccolta segnò uno spartiacque nella poesia rinascimentale inglese. In questa opera, Sidney volle in parte nativizzare le caratteristiche fondamentali del suo modello italiano, il Petrarca: il variare delle delle emozioni da un poema all’altro, accompagnato dall’impressione di una narrazione dinamica ma parzialmente oscura; gli ornamenti filosofici; la contemplazione dell’atto stesso della creazione poetica. I suoi esperimenti con gli schemi rimici non furono certo meno importanti e servirono a liberare il sonetto inglese dai rigidi requisiti della rima della forma italiana.

“The Countess of Pembroke’s Arcadia” (L’Arcadia della Contessa di Pembroke): l’Arcadia, di gran lunga l’opera più ambiziosa di Sidney, fu a suo modo significativa tanto quanto i sonetti composti dal poeta. Si tratta di un romance in cui agli elementi pastorali viene associata un’atmosfera ispirate al modello ellenistico di Eliodoro. L’opera narra una versione estremamente idealizzata della vita del pastore, alla quale vengono accostate (in modo non sempre naturale) storie di tornei, tradimenti politici, rapimenti, battaglie e stupri. Come pubblicata nel XVI secolo, la narrativa segue il modello greco, con storie concatenate, a comporre un intreccio di trame diverse. L’opera conobbe grande popolarità per oltre un secolo dopo la sua pubblicazione. William Shakespeare prese spunto da essa per la trama secondaria di Gloucester nel Re Lear; alcune parti dell’Arcadia furono anche sceneggiate da John Day e James Shirley. Secondo quanto riportato da una cronaca assai diffusa, salendo sul patibolo per essere giustiziato, Re Carlo I citò dei versi di quest’opera; Samuel Richardson riprese dalla Pamela di Sydney il nome scelto per l’eroina del suo primo romanzo. L’Arcadia esiste in due versioni decisamente differenti.

Sidney compose una prima versione (Old Arcadia) durante il suo soggiorno presso la dimora della sorella Mary Herbert; in questa versione la narrazione è diretta e segue uno schema sequenziale. Successivamente, Sidney riprese in mano l’opera per rimaneggiarla secondo un piano più ambizioso, inserendo numerosi retroscena sui Principi ed elaborando una trama assai più complessa, con molti più personaggi. Il poeta completò la gran parte dei primi tre libri, ma la morte lo colse prima che potesse portare a termine il suo progetto: il terzo libro si interrompe nel bel mezzo di un duello all’arma bianca. Ci furono numerose edizioni iniziali del libro.

Nel 1590, Fulke Greville pubblicò solo la versione revisionata. Nel 1593, la Contessa di Pembroke, sorella di Sidney, pubblicò l’opera “incollando” gli ultimi due libri della prima versione ai primi tre libri della versione revisionata. Nella versione del 1621, Sir William Alexander creò un collegamento per ripristinare una concordanza tra le due storie. L’opera fu conosciuta in questa versione “messa insieme alla bell’e meglio” sino alla scoperta, all’inizio del XX secolo, della sua versione precedente.

“An Apology for Poetry” (Apologia della poesia) (anche conosciuta con il titolo di “A Defence of Poesie” e “The Defence of Poetry”): Sidney scrisse la Difesa prima del 1583. È convinzione comune che egli si ispirò, almeno in parte, a Stephen Gosson, ex drammaturgo che dedicò proprio a Sidney il suo attacco al teatro inglese, “The School of Abuse” (1579). Sidney, si sofferma principalmente, sulle obiezioni più generali mosse contro la poesia, come quelle di Platone. Nel suo saggio, Sidney integra un certo numero di precetti della tradizione classica e italiana in materia di narrativa. La sua Difesa si fonda sull’idea che la poesia, associando la spinta vitale della storia con la finalità etica della filosofia, risulta più efficace tanto della storia che della filosofia nel risvegliare la virtù nei suoi lettori. L’opera contiene inoltre importanti commenti relativi a Edmund Spenser e al teatro elisabettiano. “The Sidney Psalms” (I Salmi di Sidney): si tratta della traduzione inglese dei salmi, completata nel 1599 da Mary, sorella di Philip Sidney.

Nella cultura popolare

La città di Sidney, nello stato dell’Ohio negli USA, e una via nella città olandese di Zutphen, hanno preso il nome da Sir Philip. Una statua che lo raffigura è stata posta nel parco presso Coehoornsingel, dove nel rigido inverno del 1795 furono sepolti i soldati inglesi e i membri della famiglia degli Hannover che erano deceduti durante la ritirata davanti all’avanzata delle truppe francesi. Un monumento commemorativo nel luogo in cui fu ferito a morte dagli spagnoli si trova all’inizio del sentiero presso Warnsveldseweg, a sud-est del cimitero
cattolico. Un’altra statua di Sidney, rappresenta il punto di maggior interesse del memoriale di guerra della scuola di Shrewsbury, eretto in onore degli alunni che trovarono la morte nella Prima Guerra Mondiale (inaugurato nel 1924).

Sidney viene rappresentato come amico di Giordano Bruno e agente di Sir Francis Walsingham nei romanzi gialli storici di S J Parris. Nel poema “In Memory of Major Robert Gregory”, W. B. Yeats sembra alludere a Sidney come modello di uomo ideale quando chiama Robert Gregory “Our Sidney and our perfect man” [nostro Sidney e uomo perfetto].

T.S. Eliot fa riferimento a Sidney nella sua poesia “A cooking egg”, pubblicato nel 1920 contenuto nella raccolta di poesie “Ara Vos Prec”, in cui Eliot esprime il desiderio di parlare in paradiso con Sir Philip.

In un lungo sketch del Monty Python’s Flying Circus (3a serie, episodio 10 “La malattia di E. Henry Thripshaw”), un funzionario di polizia, travestito da Sir Philip Sidney, si vede trasportato all’epoca dei Tudor dopo aver fatto irruzione in un sexy shop.

Fonte: en.wikipedia.org (https://en.wikipedia.org/wiki/Philip_Sidney)