In Cultura

Martino Zanetti, titolare e presidente del gruppo Hausbrandt, appassionato studioso del teatro e dell’arte, ha condotto approfondite ricerche e studi che lo hanno portato ad un’analisi puntuale e attenta di opere shakespeariane.

La ricerca porta a importanti conclusioni circa personaggi ispiratori e luoghi de Il Mercante di Venezia (1594-1597) e La Bisbetica Domata (1593).

I percorsi stradali, le citazioni e le immagini oggetto della ricerca di Martino Zanetti inducono inevitabilmente ad individuare nel patrizio, vescovo e cardinale Almorò Barbaro (Ermolao II Barbaro n. 1548 Venezia- m. 22 dicembre 1622 Venezia) l’ispiratore delle commedie venete di William Shakespeare.

“ La persona che ha ispirato le commedie venete di Shakespeare è il patrizio Almorò Barbaro figlio di Marco Antonio Barbaro. Nelle commedie viene sistematicamente evidenziato: il giovane studioso a Padova il cui padre è (Marc)Antonio Barbaro. Nelle commedie si evidenzia il dualismo fraterno che nella realtà esisteva fra il Cardinale Francesco Barbaro papista e titolare di cattedra cardinalizia e Almorò Barbaro, che ebbe il destino di essere un “successore”, e che non apparve mai nella sede cardinalizia, anche alla morte del fratello.

E’ una figura totalmente assente dalla scena veneziana.

Almorò Barbaro muore nel dicembre 1622, lo Stationers’ Register viene pubblicato nel marzo 1623. Vi sono singolari concordanze con gli eventi teatrali londinesi ivi incluse l’incendio del Globe Theater quando Almorò Barbaro avrebbe dovuto succedere al fratello Francesco per la di lui morte.

Nelle commedie viene sempre indicato qualche elemento Veneziano assolutamente fuori contesto, come la parola tipicamente veneziana “coragio” sul finale della Tempesta, verso 260 V.i. (Stephano “Every man shift for all the rest, and let no man take care for himself; for all is but fortune. Coragio, bully-monster, coragio!”) o “ “Io non potrò credere che voi siate mai stato in una gondola” in As You Like, lines 30-40, IV. i. (“Be out of love with your nativity, and almost chide God for making you that countenance you are; Or I will scarce think you have swam in a gondola.”).

Per quanto riguarda il Mercante di Venezia, Belmonte è Montebelluna, dove c’è la Villa di Maser e si raggiungeva via acqua, lungo il Brenta, verso Bassano (Bassanio), ecco il motivo che ha sempre generato un errore circa il luogo, perché lo si è sempre immaginato oltre il mare. Nella villa di Maser sono raffigurate tutte le immagini che dalla fantasia di Almorò Barbaro (ivi effigiato giovanilmente) si riproducono nelle commedie venete.

E’ mia convinzione – sottolinea Martino Zanetti – basata su palesi riscontri reali che le commedie attribuite a Shakespeare siano certissimamente frutto della genialità inglese, ma scritte e concepite nell’ambito delle corti di Penshurst e Wilton House con la supervisione di Mary Sidney, Ben Johnson e Greene (“I will play three myself”). Quanto noi leggiamo oggi è opera meravigliosa ma riadattata ai tempi”.

In occasione della Summer School “The Shylock Project”, organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, in svolgimento all’isola di San Giorgio Maggiore fino all’11 luglio, Martino Zanetti ha condiviso la propria ricerca con gli ospiti oltre che con trenta studiosi provenienti da vari Paesi. Le sue osservazioni hanno già suscitato notevole interesse sia in Italia che negli Stati Uniti da parte di docenti e studiosi.

Da quest’anno verrà indetto il Premio Internazionale Martino Zanetti – Hausbrandt Caffè rivolto agli studiosi delle migliori Università del mondo sul tema del rapporto tra gli architetti Giulio Romano, Inigo Jones, Andrea Palladio e il pittore Paolo Veronese, in relazione al canone shakespeariano.

Ogni anno il tema varierà sempre in relazione all’ambito della cultura rinascimentale italiana e inglese ed il teatro inglese. La premiazione si terrà a Venezia. I tre migliori elaborati riceveranno un consistente riconoscimento in denaro.

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